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Dopo il trauma, il keynote.

Dopo il trauma, per molti, del MacBook Pro "da 15 pollici" che faceva mangiare la polvere alla concorrenza, anche quando si trattava di sistemare problemi risolvibili con aggiornamenti software resi disponibili a distanza ravvicinata l'uno dall'altrosuccessivi e molto ravvicinati..
Nel frattempo, più o meno  durante il periododel Keynote, anche la concorrenza ha avuto qualche problema. I Samsung ha annunciato il Note 8 facendo la sua solita campagna pubblicitaria che esalta i difetti Apple e nasconde i pregi dei propri dispositivi. Tale campagna è ancora in corso mentre scrivo queste righe e, forse, avrà l'effetto delle altre campagne precedenti: Samsung si troverà gli scaffali pieni e Apple venderà a vagonate.

Parecchi non hanno gradito questa campagna pubblicitaria - fotocopia di quelle passate e hanno fatto notare che le prestazioni e le caratteristiche dell'iPhone X e, spesso, pure quelle dell'8, tanto sbeffeggiati da Samsung, sono migliori di molte di quelle del Note 8 e non il contrario come ha tentato di fare intendere la sua pubbicità. Quell'aziendam naturalmente, ha fatto, comesi dice, il tagliando a quella campagna e su tutti i mezzi di comunicazione in cui era passata, è apparsa la notizia che quanto era stato pubblicizzato erano solo alcune delle cose migliori o assenti dai due iPhone. Nessun accenno, ovviamente al trascurabile particolare che non poteva essere altrimenti visto che l'X e l'8 sono dispositivi iOS e non Android.

Poi è toccato alla lettura dell'impronta sul display presente nel Note ultimo arrivato e, più in generale, in molti dispositivi Android. Quando Apple ha fatto sapere che non era interessata al riconoscimento dell'impronta simile a quella, per ragioni che ometto per semplicità, è calato di colpo il silenzio. Mentre scrivo su questo blog e in rete si sta raccontando di tutto e di più sui futuri iPhone, di imminente presentazione e del destino degli altri presenti in catalogo.
Basta inserire le parole giuste e si trovano in abbondanza notizie su questo argomento, comprese le prime figuracce di chi aveva previsto caratteristiche o prodotti collaterali che si sono rivelate del tutto irreali o abbandonati al loro destino da Apple, per qualche ragione.

Non crediate che Google sia messa meglio di Samsung. Lei è i suoi modelli pre-serie dei Pixel 3 hanno fatto talmente ribrezzo nei loro sostenitori da causare, metaforicamente parlando, un trauma che hanno curato ignorando qualunque notizia o immagine che appariva in rete e fosse in qualche modo ricollegabile a quella terza serie di Pixel.
In rete hanno l'ossessione dei prezzi "bassi" e hanno idee tutte loro sulle caratteristiche che dovrebbero avere i loro dispositivi ideali. Curiosamente sono sempre molto simili a quelle dei modelli Android appena presentati dai loro produttori i cui uffici Marketing hanno fatto il possibile per convincere i loro possibili clienti a comprare quei prodotti fantamagorici appena annunciati.

Molti frequentatori della rete credono ciecamente a qualunque cosa venga loro raccontata dai Marketing e non gradiscono molto, per usare un eufemismo, se si chiede loro di tornare a contatto con la realtà, facendo notare loro le corbellerie appena dette o scritte.
Talvolta la prendono così male da arrivare al ban perpetuo dei loro critici, come m'è capitato di recente in una comunità Telegram. Non tutti sono così aggressivi, naturalmente, c'è pure chi ha un senso dell'umorismo tutto suo e si spaccia per analista Apple.

I loro scritti sono spesso molto divertenti da leggere: partono con delle previsioni su cosa farà Apple di lì a poco e aspettano. Se c'hanno azzeccato si gloriano della loro bravura; in caso contrario, se non possono mascherare i loro errori in qualche modo, glissano e cambiano argomento. Attualmente gli argomenti di moda sono il colore, il nome, il prezzo, la data di prenotazione degli iPhone e, ovviamente, la mancanza di innovazione dei dispositivi Apple.
Ora non resta che attendere il post-Keynote per sapere quanti hanno azzeccato le loro previsioni e ammirare i contorsionismi di chi ha le ha sbagliate e vuole fare credere altro ai suoi lettori.

Per il momento ci fermiamo qui. Poi si vedrà.

N.B: il gattino di testa è un frequentatore della rete tramortito dalle risate fatte quando in rete non hanno gradito la segnalazione delle corbellerie spacciate per pareri di esperti di lunga data.

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