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MacOS Catalina: forse c'è un problema.

Con Catalina sono arrivati anche dei problemi. L'ultima versione del sistema operativo per Mac da tavolo e portatili accetta solo più software e  app da 64 bit. Molte applicazioni non funzionano più e, molti non gradiscono affatto una cosa del genere. Se si indaga un po' più a fondo e si fanno le domande giuste, si scopre che le app, i software non più funzionanti sono quelli a 32 bit e la causa di questo malfunzionamento è stata l'eccessiva fretta di aggiornare il sistema operativo, nonostante gli avvisi e gli avvertimenti Apple sulla fine della transizione tra queste due quantità di byte e il passaggio, definitivo a quella di 64 bit.

A questo punto,  non rimane che sconsigliare momentaneamente l'aggiornamento a Catalina senza verifiche preventive della compatibilità del software terzo usato con questo aggiornamento Apple. Se il o i software usati sono in versione 64 bit, non c'è problema, si puà fare l'aggiornamento. Se non lo sono, si lascia perdere. Non il contrario come pretendono di fare alcuni, protestando rumorosamente quando la verifica non fornisce la risposta da loro voluta o si ritrovano con un blocco software.

L'avvertimento di Apple si era fatto molto più pressante, ultimamente ma molti produttori, blogger e utenti se la sono presa molto comoda, ipotizzando, un comportamento Apple simile a Microosft e al suo Windows che fa ancora funzionare i software a 32 bit e pasticcia con quello a 64bit.

 Un'alternativa meno radicale alla soluzione prospettata qualche riga più su, è l'uso di un backup "pulito". Va installato in un disco esterno o in un'area virtuale, una  "sandbox" Apple, uno spazio piazzato nel disco principale o in qualcuno di quelli secondari se , presi dalla frenesia del nuovo sistema operativo, si ha già installato Catalina anche in quelli. Senza avere fatto le verifiche del caso.

Di solito, in questi casi, gli aggiornamenti terzi arrivano nel giro di un trimestre per cui chi ha software importante ancora a 32 bit può fare gli aggiornamenti verso dicembre, magari, poco prima di Natale o nella prima metà di gennaio. Se poi riesce a farli ex novo senza sovrapporre e mischiare il software vecchio al nuovo o, peggio, tentare di tornare a Mojave, la versione precedente, da Catalina, meglio ancora. Si eviteranno un sacco di rogne, fastidi e grattacapi inutili.


Per il momento finiamo qui.

N.B: L'immagine di testa è una copia dell'originale presente in 9to5mac.com

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