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I giochi di Apple

Apple non ha avuto mai niente in comune con il mondo dei giochi, o del gaming se preferite il termine americano,con il suo continuo autoaggiornamento,di sè, degli introiti e dei profitti per chi lo impone.Lei, si è sempre limitata ai giochi semplici, quelli casuali e, possibilmente, non troppo complicati. Dopo tutto non aveva i processori adatti al gaming e non ha mai cercato di averli, convinta che quel genere di gioco fosse una cosa di nicchia, nemmeno troppo renumerativa.

Il suo stile è un altro: fa sapere, nei suoi eventi in rete, che ci sono nuovi prodotti o quelli vecchi aggiornati disponibili ed il resto lo fanno i blog farciti, spesso, di articoli-marchetta e gli utilizzatori dei suoi prodotti.La concorrenza ha sempre avuto bisogno di grosse, costose e prolungate acampagne pubblicitarie per ottenere gli stessi suoi risultati, quando li ottenevano e non erano beccati, a raccontare qualche frottola pubblicitaria, com'è capitato a svariati concorrenti android.

Apple non ha mai provato ad utilizzare dispositivi che adoperavano risorse terze, alle condizioni d'uso di chi le produce, per non rimanerne prigioniera. Le uniche risorse e condizioni d'uso a cui sottostava sono sempre state solo e unicamente le sue.

Una scelta, la sua, che non è piaciuta a molti, soprattutto in rete. A lei però non ha mostrato molto interesse per questa reazione e ha proseguito per la sua strada fagocitare più profitti possibile, similmente ad altri produttori,ma mai grazie a dispositivi hardware e software che funzionavano secondo regole che non gradiva, diverse dalle sue.

Lei preferiva fare le sue cose bene, senza troppe personalizzazioni, che funzionavano in maniera adeguata alla loro qualità. Le uniche che ha sempre accettato sono le sue, che lei adoperava, quelle imposte agli abitanti del suo mondo e a quella parte della rete che segue le sue sue vicende.Non sempre i risultati sono stati quelli sperati ma in line di massima, contrariamente ad alcuni concorrenti, "al giro successivo" ha fatto in modo che i suoi errori venissero presto dimenticati.

Apple ha sempre fatto la sua strada senza curarsi molto del mondo che passava attorno a lei, usava le risorse e le tecnologie adatte ai suoi scopi, anche nel mondo dei giochi, quando l'ha frequentato, diversamente dai concorrenti che facevano il possibile per rifilare ai giocatori,loro clienti, ogni sorta di prodotto facendo loro credere che li avrebbe aiutati a giocare meglio. Anche quando non era vero.

Poi un giorno quel mondo s'è fermato chiedendosi come mai quel produttore, Apple, non si comportava come gli altri, non correva dietro, sempre e comunque, alle sue ultime novità e ha scoperto che ne era interessata, in un certo senso, i giochi, quelli che andavano per la maggiore, appartenevano, per così dire ad una dimensione parallela alla sua, con cui lei non voleva avere nulla a che fare.

Come suo solito, nel suo stile ha proposto Apple Arcade, l'area Apple in cui ci sono i giochi del mondo Apple, in risposta al cambiamento che c'è stato quando ha iniziato ad usare i processori Silicon Arm. La rete e i giocatori, hanno cominciato a chiedersi perchè Apple si comportava in quel modo e se era possibile fare qualcosa con i suoi dispositivi nel caso fossero adatti a soddisfare le esigenze, amgari anche quelle collettive di gioco al computer.

I primi computer e i dispositivi in cui erano inseriti non erano adatti,almeno nei casi di uso più impegantivo. Apple era votata all'ottimizzazione di qualunque risorsa con cui veniva in contatto.

Chi proveniva dal mondo dei giochi non voleva avere nulla a che fare con le sue scelte che ponevano loro precisi limiti e regole da osservare, tutte cose a cui loro non intendevano sottostare,erano troppo diverse da quelle del loro mondo d'origine.

Apple, dal canto suo, quando s'è accorta che c'era la possibilità di fare profitti vendendo prodotti anche in quel mondo,e ha provato a farlo con i processori M e il box di Apple TV.Ma non ha ottenuto il successo sperato da quest'offerta, non troppo convinta, tra l'altro, di strumenti adattati al gioco.

Secondo la rete, però, le risorse necessarie per fare un buon dispositivo specializzato nel gioco e gli strumenti adatti a giocare sono altre, come attestato da queste ultime due pagine generiche di collegamenti a blog e siti di quel mondo. Apple non se n'è resa conto che la logica del profitto è diversa da quella che anima il suo mondo.

Il suo risultato è simile a quello ottenuto da Apple nel suo, l'origine no. Gli introiti e i relativi profitti, nel mondo dei giochi provengono prevalentemente dall'hardware e dal software e non dal portafogli degli utenti o dei programmatori come nel suo. I programmatori dei giochi forniscono la materia prima per i profitti con la loro opere, non il loro portamonete e non hanno gradito molto questa sorpresa.

La conseguenza è stata che la quantità dei giochi, quelli leggeri, o di classe media sono gradualmente aumentati in Apple Arcade, poi Apple si è fatta prendere dall'avidità e dalla sete di profitti e quelli di qualità sono calati, quando non venivano buttati fuori da Apple per qualche ragione.

Mentre scrivo queste cose. Apple sta cercando di rimediare al pasticcio che ha combinato e i dirigenti dell'area giochi hanno fatto sapere che cercheranno di rimediare agli errori fatti. Sperando, implicitamente, di non perdere la faccia e la loro posizione nella gerarchia Apple autosmentendosi. Aspettiamo e vediamo cosa succede.

Per il momento ci fermiamo qui. Alla prossima chiacchierata .

N.B. L'immagine di testa proviene da shortcut.com

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