Carenze culturali.

Se guardate un po' in giro per i blog e contate i commenti, senza fermarsi troppo a leggerne il contenuto, notate subito che i commenti scritti sensatamente, non importa se a favore o contrari  ad Apple e  hai suoi prodotti, non sono, mediamente, più di quattro o cinque anche se il loro numero può variare  in funzione dell'argomento dell'articolo e dello spirito con cui l'autore. Di tanto in tanto c'è qualche eccezione alla regola e quella quantità standard di commenti può raddoppiare o triplicare. La differenza, solitamente, è dovuta, in parti eguali, al contenuto dell'articolo, scritto molto bene e al carisma dell'autore la cui fama attira sempre un discreto mumero di lettori, frequentatori della rete che si trasformano, volentieri, in ottimi commentatori.

Dall'altra parte dello schieramento, per così dire, ci sono alcuni blog Apple, soprattutto, in cui lo spirito che anima la redazione è quello pecuniario, visto che vivono di profitti pubblicitari e il compito degli autori di quel blog non è tanto scriver un articolo ben fatto sul mondo Apple quanto attirare lettori, nella maggior quantità possibile che le diano addosso e attirino altri commentatori e, di conseguenza,  le inserzioni pubblicitari che il blog usa per viviere.
La redazione, solitamente fa in modo, che i visitatori più  generosi di commenti non vadano più in là della seconda riga dell'articolo quando, in calce all'articolo, grossolanamente, il numero dei commenti varia tra una decina e una ventina, più o meno.
Nei casi peggiori, possiamo essere quasi sicuri che gli autori degli interventi non sono stati in grado nemmeno di arrivare alla fine del titolo dell'articolo senza precipitarsi a commentare, quando gli interventi si possono contare a decine e in alcuni casi a centinaia di cui quelli contenenti cose valide, almeno in prima approssimazione, sono una esigua minoranza.

Quanto detto, ovviamente, vale pure per gli autori degli articoli e le redazioni del mondo Apple appartenenti a blog decaduti o oscillanti tra la  seconda e terza fila di quel mondo che pur di attirare lettori affidano le loro pagine ad autori che gareggiano in ottusità e sproloqui con i loro lettori generando effetti drammatici sulla qualità dei testi di quei blog. Recentemente quella parte  del mondo della rete che gravita attorno a questi blog e articoli è stato bypassato senza problemi, per dirla con un po' di ironia, da  qualcuno che ha fatto una ricerca o ne ha riportato i risultati dando l'impressione di capire l'informatica e il relativo marketing meno di chi aveva commissionato quel lavoro con risultati, nonostante tutto, parecchi esilaranti. Suggerisco di dare un'occhiata al numero di commenti di quell'articolo. Troverete una quantità di interventi, prive di spessore culturale e tecnologico -informatico che ho riscontrato poche volte in rete. Un vero record. Di ignoranza.

Per il momento ci fermiamo qui.

N.B: L'immagine di testa è Mafalda, uno dei personaggi dei fumetti di Quino, caratterizzato da commenti e affermazioni satiriche sulla società ed il mondo attorno a lei.

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