Il vestito nuovo dell'imperatore

Nel marketing, specialmente quello web e social c'è quella cosa chiamata branding....
Se, invece vogliamo dare retta all'Accademia della Crusca, c'è la traduzione italiana di quella parola, la promozione del proprio nome, prodotto o qualunque altra cosa vogliamo fare conoscere al mondo attraverso la rete o in altro modo di nostra scelta.
In quest'articolo, o se non vogliamo eccitarci troppo perchè fa male alla salute, questa chiacchierata, parleremo di un'ulteriore variante di branding oltra a quelle già inventate dai blogger specializzati: il blog branding o se non ci piace lo slang della rete (Accademia della Crusca dove ti sei nascosta?), l'autopromozione attraverso chiacchere, commenti, collegamenti relativi a quanto c'è dentro e fuori il mondo della rete usando pagine di siti o dei media dedicate apposta a quello scopo....
A questo punto, però, forse è meglio che usiamo il nome inglese, magari con un briciolo di autoironia e di umorismo, facciamo prima...
Questo tipo blogger, quello dei simpatici chiacchieroni del web che quando non sanno come trascorrere il tempo, senza annoiarsi, fanno confronti fra cose che non centrano nulla l'una con l'altra si differenziano da altri personaggi in cui ho parlato nell'articolo precedente dalla loro ambizione, se mi concedete questa parolona, di farsi leggere per fare due pasti al giorno, tutti i giorni e, con un po' di fortuna, acquisire notorietà nel mondo della rete. Non tutti ci riescono, ma tutti ci provano. Tra quelli che ci riescono, ci sono pure quelli che sono blogger degni di tale nome e tra gli altri quelli che dicono o fanno le cose più strampalate pur di farsi leggere e acquisire fama imperitura....Tra quei lettori che parleranno di loro dopo essere scappati dalle loro pagine....Ed essersi ripromessi di non tornarvi mai più.
Diventa  tutto più interessante se si cerca di costruire un'ideale e immaginaria graduatoria dell' umorismo che pervade i blogger Apple; i primi, sicuramente, sono quelli dediti ai confronti tra qualche prodotto di quell'azienda e qualunque cosa simile che costi la metà o poco di più.
Se, poi, le fascie di mercato a cui essi si riferiscono non hanno alcun rapporto tra di loro, meglio ancora. Solitamente li provano entrambi ed esprimono un loro giudizio, commentato in qualche modo, che può essere condivisibile  o meno e qualche riga dopo arriva la conclusione dell'articolo. A questo punto si scopre se il blogger è un mestiere per chi scrive quelle righe o un metodo per per fare perdere tempo a chiunque passi da quelle parti. La cosa più frequente è scoprire che l'articolista si è perso da qualche parte  tra questi due estremi, vittima di commenti ancora più malmessi dell'articolo a cui si riferiscono.
In questa immaginaria gerarchia dell'umorismo, dopo i confronti tra i prodotti ci sono le previsioni della loro uscita. Gli specialisti di queste cose, inarrivabili, sono gli analisti delle cose Apple su cui ho già ironizzato a sufficienza altrove. Ad adeguata distanza ci sono i blogger su cui stiamo discorrendo.
I migliori sono quelli che sono convinti di conoscere tutto di Apple. Periodicamente riempiono le pagine con articoli basati sulle loro previsioni di cosa ci sarà nei prossimi cataloghi e quando sono presi da manie di grandezza, anche in quelli passati, ignorando quanto Apple ha fatto loro sapere. Di solito le sbagliano entrambe clamorosamente...
A questo punto, quando non capiscono che è giunto il momento di cambiare argomento, arriva qualcuno che accenna, delicatamente, a qualcosa di simile alla favola di Hans Cristian Andersen da cui ho preso il titolo di questa chiacchierata, al mito di Icaro o a quello di Narciso, che risalgono all'antica Grecia, per informarsi se questi blogger desiderano terminare la loro carriera in modo simile a quello narrato da queste tre vicende. Se essi hanno la stessa cultura umanista capiscono.... Altrimenti si ricorda loro loro che ci sono altri sistemi di convincerli a cambiare qualcosa nel blog.... In genere funziona. In caso contrario, molti di questi umoristi cessano le pubblicazioni per assenza di lettori o di introiti.
Al terzo posto nella classifica, ci sono gli uffici marketing della concorrenza; al loro interno spesso ci sono dei geni convinti che per fare pubblicità ai propri prodotti bisogna denigrare quelli Apple.
A volte si travestono da blogger e in questo caso non rimane altro che sedersi comodi, sgranocchiare qualcosa e attendere.... Certi di assistere a qualche epica gara a chi rimedia la peggiore figuraccia.
Il divertimento, però non dura mai molto. C'è sempre qualcuno che, mosso a compassione fa loro notare, che se denigrano i prodotti Apple aumentano le sue vendite e fanno calare le loro....Se le cose andassero per il verso giusto dovrebbe capitare il contrario: di solito, la pubblicità ad un prodotto la si fa per aumentarne le vendite, non per farle calare....A questo punto anche quei geni capiscono che, forse, hanno fatto qualche errore. La pubblicità sparisce dai media e gli articoli spariscono dal web sommersi da pagine che parlano di altro ....

Alla prossima chiacchierata....

N.B: L'immagine di testa  è un facepalm tratto da plus.google.com; è una delle tante copie presenti in rete. Penso non occorra spiegarlo.....

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