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Polvere di bit.

A volte penso che la polvere non si posi dappertutto nello stesso modo. In rete ci sono cose che, non ne vengono mai coperte e quando qualcuno vi inciampa, lo spettacolo ricomincia.
Quando ho iniziato ad occuparmi di informatica e affini c'era sempre qualcuno che viveva in un mondo tutto suo. Quando era lui ad avere bisogno degli altri pretendeva che tutto gli fosse fornito gratis ma quando le parti si scambiavano e lui era il fornitore di solito la cifra richiesta per usufruire del suo prodotto, bene o servizio era per una cifra completamente fuori mercato. A tale proposito ricordo che un giorno, di parecchio tempo fa, qualcuno mi ha propose di valutare il prodotto che intendeva proporre al mercato e la cifra che voleva ricavare da quell'offerta. Feci un po' di scena facendogli qualche domanda, che qui ometto per semplicità, finsi di pensarci su un attimo e gli dissi che quella cifra poteva scordarsela. Non l'ho più visto.
Da quel giorno non mi sono occupato quasi più di questo genere di cose e pensavo che questo genere di vicende appartenessero alla storia dell'informatica ma me le sono di nuovo trovate davanti, più o meno, quando ho letto quest' articolo, apparso in rete poco tempo fa. Leggetelo ne vale la pena. Ne riassumerò qui il contenuto usandolo come introduzione ad altre due vicende simili di cui parlerò più avanti.
Un produttore orientale ha voluto chiedere ai suoi potenziali clienti dei suggerimenti su un nuovo modello che intendeva proporre un po' più in là. Le risposte sono arrivate in quantità ma quando è arrivata la richiesta di finanziamento Kickstarter per produrlo, quasi tutti quei clienti si sono smaterializzati. Ovviamente quella richiesta Kickstarter è stato cancellata. Nel frattempo Google - Alphabet aveva deciso di farsi gli smartphone, i Pixel, in casa cercando di imitare Apple, senza averne le capacità. Ad essere onesti, quella loro prima serie di dispositivi non è riuscita proprio benissimo e, giustamente, non ha suscitato gli entusiasmi che quell'azienda si aspettava.  C'è stata una prima ondata anti Apple di ordini e prenotazioni, poi si è saputo della cifra da pagare per averli e subito dopo dei vistosi difetti scoperti nei primi esemplari arrivati sul mercato e la richiesta di quei dispositivi è crollata. Non c'era  più motivo di comprare quella copia malriuscita degli iPhone. La qualità dei modelli originali, li rendeva molto più convenienti di loro.
Ovviamente, quel mezzo flop, ha fatto poco piacere a Google - Alphabet che ha deciso di proporre una seconda serie di quei Pixel, chiedendo, alla rete di darle qualche suggerimento. Visti i precedenti di quell'azienda, quasi sicuramente seguirà solo quelli che confermeranno le sue decisioni e ignorerà tutto il resto. Vediamo ora cosa succede.
Prima i chiudere una curiosità, l'ultima vicenda. Ha per  protagonista Il ransomware Patcher,  il nuovo malware per il mondo Apple. Mal fatto e programmato, è un software che, in teoria dovrebbe permettere di usare dei software a pagamento senza pagare un centesimo. Ovviamente, quando lo si installa e si cerca di farlo funzionare il risultato è simile a quello ottenuto da altri software simili:il dispositivo  è bloccato e inusabile. Nel caso interessino i particolari, suggerisco leggere gli articoli che troverete dall'altra parte di questi due collegamenti. Il primo dei due è la versione italiana, molto ben commentata del secondo, la versione originale dell'articolo su questo malware. Buona lettura, tornerà utile a parecchi.


Per il momento finisce qui....

N.B: La polvere di testa è una copia, leggermente ritoccata dell'originale in dustbiosolutions.com

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