Famosi per un quarto d'ora...

In rete vengono periodicamente presentati nuovi modelli di qualsiasi cosa.
C'è sempre qualcuno che cerca la fama intervenendo su questo o quell'argomento e tornando nell'oblio un quarto d'ora dopo l'intervento.
Gli argomenti preferiti, almeno in campo informatico, sono quelli che coinvolgono Apple, la sua concorrenza e, spesso, qualche prodotto presentato come Apple killer che sparisce poco dopo la sua presentazione o finisce nell'oblio per scarsa redditività o eccesso di invenduto poco più tardi..
Ultimamente è toccato agli smartphone e buona parte dei frequentatori si è schierata a favore dei nuovi Pixel 2, gli smartphone appena presentati da Google e, probabilmente, per quelli degli altri produttori Android se e quando arriveranno per portare via il mercato agli analoghi dispositivi Apple.
Il motivo di questo entusiasmo sono stati l'esaltazione dei pregi di questi nuovi dispositivi e dei difetti dell'analoghi dispositivi Apple; qualcosa però deve essere andato storto perchè dopo i primi tentativi di santificare e glorificare quei Pixel 2 sull'altare della rete, qualcuno ha cominciato ad accorgersi delle prime crepe della loro perfezione anti iPhone, i loro primi difetti,abbastanza evidenti, nonostante le pronte smentite di Google e, implicitamente, dal resto del mondo Android. Contemporaneamente è arrivata la notizia della crisi di un altro grande produttore, Samsung electronics, gravemente segnata dalle vicende dei suoi dirigenti e da scelte sbagliate di quell'azienda. Molti suoi tifosi non sono stati affatto contenti di apprendere queste cose e per molti in rete questa crisi è stato un trauma superato solo dopo qualche giorno di silenzio. Poi,la vita è tornata a scorrere e molti blogger hanno cercato nuovi argomenti di cui parlare e hanno pensato che all'intelligenza artificiale, al machine learning e ad altri argomenti a cui accenneremo in qualche prossimo articolo. Curiosamente l'espressione machine learning è stata tradotta come apprendimento automatico anche se, secondo me, la sua traduzione migliore è apprendimento delle macchine che è di tutto tranne che automatico,ma chiamarlo in quel modo attira lettori, profitti e pubblicità; se poi lo si miscela con l'AI, l'acronimo per Artificial Intelligence meglio ancora. Quel nome, per chi non lo sapesse, non è altro che la traduzione dell'italica intelligenza artificiale ma dirla all'inglese per intero o attraverso il suo acronimo, evidentemente fa più fine. Abbastanza divertente è stato anche notare la curiosa coincidenza, tra la notizia che Apple aveva deciso di occuparsi un po' più seriamente di AI e quella che non era la sola a farlo. Quasi tutte le aziende informatica e pure qualcun altra al di fuori di quel mondo avevano fatto qualcosa ma lo avevano tenuto ben nascosto rivelandolo solo a qualche fortunato che era andato a curiosare negli archivi e nei convegni giusti.Per gli altri c'erano solo voci che sconfinavano nel mito e nella leggenda della rete. Fino a quando Apple ha fatto sapere delle sue cose AI. Da quel momento tutti hanno fatto sapere che le facevano da molto prima e meglio di lei anche se nessuno di loro ha provato a dimostrarlo con la presentazione di qualche prodotto degno di tale nome.

Per il momento ci fermiamo qui...

N.B: L'immagine di testa ricorda la caducità delle cose della vita, compreso quel quarto d'ora di fama che molti cercano di avere prima di sparire nell'oblio.

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