Mostri.

A volte in rete si diffondono notizie che appaiono per qualche ragione o scopo, durante la loro vita assumono significati spesso non previste dal loro autore e se ne vanno, scompaiono, trasformate in qualcosa che oramai non ha più alcun legame con la motivazione per cui erano state rivelate al mondo.
Una cosa del genere la si può vedere quando un cultore dei dispositivi Android o Microsoft, scrive qualcosa su quelli Apple o li usa ma non ha mai dimenticato il suo primo amore. I primi due collegamenti, di questa serie di tre, nascono con scopi informativi, si trasformano in articoli scritti per attirare visite, commentatori e i proventi pubblicitari che essi si portano appresso e finiscono per trasformarsi in generatori di figuracce per il loro autore e chi commenta i suoi scritti.
Il terzo, porta ad un articolo ha una motivazione un po' migliore dei due precedenti.
L'autore di queste righe ha invertito le priorità rispetto al collega dei due testi precedenti: in questo caso è aiutare il lettore a prendere una buona decisione sulle scelte che deve fare. Gli introiti vengono dopo.
Nasce con lo scopo di parlare degli aggiornamenti a iOS 11, si trasforma in una serie di suggerimenti per rimediare alla mancanza di un backup ben fatto pre aggiornamento e se ne va suggerendo, sottilmente, che la volta prossima, prima di aggiornare, verificare la sua presenza potrebbe essere un'ottima idea.
In tutti e tre i casi lo scopo è fare notare le mancanze di iOS 11 e dei possibili rimedi a queste carenze ma al termine dell'articolo e dei relativi commenti sembra che gli autori di questo software siano degli incapaci, o che in Apple, nella migliore delle ipotesi, qualcuno abbia idee tutte sue sull'informatica.
Ovviamente è solo un'idea dell'articolista. Va detto, peraltro, che dall'altra parte del terzo collegamento, qui ripetuto per comodità di chi legge, l'articolo fa riferimento ad un'abitudine degli utenti Apple di voler provare a tutti i costi, per non perdere la faccia di fronte al loro mondo, l'ultima versione di qualunque cosa proponga quella casa inserendolo, sul loro unico dispositivo senza cautelarsi in caso di qualche problema presente all'interno del software in corso di prova. Ovviamente, alla fine se la prova non soddisfa ci sono dei problemi e un sacco di piagnucolamenti, lamentele per la difficoltà di ritornare al Sistema Operativo Precedente. Le maiuscole, ovviamente, non sono un'errore.
L'articolo in questione, dall'altra parte del link, accenna ad alcune istruzioni impartite da Apple per tornare indietro, a qualcosa che ricordi, almeno vagamente, il sistema operativo precedente.
Pur di fare smettere i suoi utenti-clienti di frignare in quella maniera fastidiosamente inutile.
In tutti i casi la rete è piena di istruzioni di istruzioni per il downgrade, per tornare indietro da iOS 11. Per agevolare le cose, ho scelto da subito quelle in lingua italiana. Ovviamente si parte dal presupposto che Apple lo consenta, non abbia ritirato le firme del sistema operativo verso cui si vuole fare il downgrade, per dirla tecnicamente. Se le firme non ci sono, niente downgrade. In questo caso si può solo tentare di ripristinare la versione più soddisfacente usando l'eventuale backup fatto prima dell'installazione dell'aggiornamento. Ma la probabilità che ce ne sia uno disponibile e ben fatto è remota, di solito.

Per il momento ci fermiamo qua. Poi si vedrà...

I mostri dell'immagine di testa sono tratti dal mio archivio e dal film Monsters & Co.

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