FBI contro Apple, ma Google si schiera a favore della concorrenza

In questi giorni si sta facendo un gran dibattere sul caso del rifiuto da parte di Tim Cook, attuale CEO di Apple, alla richiesta dell'FBI di poter accedere ai dati sensibili dell'iPhone dell'attentatore della strage di San Bernardino, oltrepassando il blocco privacy e i suoi codici di sicurezza. La posizione della Apple è quella di voler mantenere salde le fondamenta su cui si appoggia il proprio accordo con qualunque utente: e cioè l'impossibilità da parte di chiunque (perfino da parte della Apple Stessa) di oltrepassare l'ostacolo del codice di sicurezza, in qualsiasi circostanza. L'FBI controbatte che in questo caso non si tratta di una "qualsiasi circostanza", bensì della possibilità che nel contenuto privato di questo iPhone possa trovarsi qualche indizio su possibili conoscenze che POTENZIALMENTE hanno avuto o avranno coinvolgimenti di natura terroristica. Più precisamente l'FBI sta chiedendo ad Apple di creare un "sistema operativo alternativo all'attuale iOS", per consentire di rendere visibile a terzi tutto il contenuto di questo iPhone. Il problema è che quella arrivata da parte dell'FBI non è una semplice "richiesta", ma un ordine federale. Che la Apple ha rifiutato di eseguire. Per Apple questi non sono motivi sufficienti per andare contro alle regole fondamentali del rispetto della privacy e dell'inviolabilità del codice di sicurezza di un dispositivo privato, anche perché si creerebbe un precedente importante: se iniziamo ora a violare tale regola per un'informazione "POTENZIALE" o per un qualsivoglia sospetto, presto o tardi nessuno di noi, neanche chi non ha mai fatto del male a una mosca,potrebbe ritrovarsi violato il proprio codice di sicurezza per un pretesto del governo... E lo sciacallaggio non avrebbe mai fine.. (Pensate un po' alla già labile tutela della privacy in whatsapp!)
Dunque ne è nata un'aspra polemica poiché c'è chi crede che la Apple stia facendo inutili difficoltà e che metta avanti a tutto il nome e la credibilità del proprio marchio, e chi considera giusta l'obiezione da parte di Apple per il rispetto di una fondamentale "promessa" fatta a tutti i propri utenti: chi condivide in pieno la posizione di Apple è proprio un suo storico avversario, Google, il cui CEO si è espresso nettamente a favore di Tim Cook.
E voi che ne pensate?


CONVERSATION

3 commenti:

  1. condivido la posizione di Apple. La privacy è sacrosanta e i governi (la storia ci insegna) sono i primi a non rispettarla.

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  2. Concordo pienamente con la posizione assunta da Tim Cook. La privacy è privacy e come tale non va modificata ma va rispettata. D'altronde Apple non puo' andare contro una delle tante regole fondamentali su cui si è sempre basata. Rendere i sistemi iOS ed OS X vulnerabili dà l'opportunita a chiunque di poter accedere a qualsiasi device apple.

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  3. Apple ha perfettamente ragione, niente deroghe per nessuno, per qualsivoglia motivo, bravi.

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