Apple vs FBI in tribunale, mentre la gente supporta Apple fuori dagli Store

Ulteriori dettagli sulla spinosa questione del rifiuto da parte di Apple di assecondare le richieste dell'FBI affinché venisse realizzata una versione alternativa al sistema operativo di iPhone in grado di "aprire le porte" e mostrare tutto il contenuto di uno dei dispositivi ritrovati dopo la sparatoria avvenuta durante la strage di San Bernardino, e presumibilmente (e non certamente) appartenente ad uno dei terroristi. Come già detto in un post precedente, le motivazioni espresse da Tim Cook in una lettera aperta, riguardano le basi di un accordo fondamentale con i propri utenti e il rispetto e la tutela della sicurezza dei propri dati sensibili in qualsiasi situazione: tradire questo accordo significherebbe far esplodere un caso di portata internazionale, poiché si creerebbe un precedente dal quale potenzialmente questa "libertà", in mano ad un qualsivoglia governo, (di hackerare un dispositivo per leggerne i dati protetti) degenererebbe in giochi di potere pericolosi e inaccettabili per il singolo cittadino. Proprio per questo, in molti stanno manifestando fuori dagli Apple Store (a San francisco in particolare) per supportare la posizione presa da Apple verso la richiesta del governo: tale rifiuto comporta comunque una seria disputa legale, che nel giro di poco tempo porterà a decidere in tribunale se Apple può essere obbligata o meno ad eseguire gli ordini dell'FBI.
Intanto, il candidato Donald Trump, sta portando avanti la propria protesta opposta, con la minaccia di boicottare la Apple (passando a Samsung e convincendo i propri followers a fare lo stesso) nel caso non accetti le richieste dell'FBI: inutile dire che quest'ultima uscita si commenta da sola!

Fonti tratte da CultofMac


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