Il futuro di OCULUS Rift e una Realtà Virtuale secondo Apple

L'immagine che vi riportiamo qui di fianco, fa parte di una bellissima tavola realizzata per noi da Susanna Cirillo (qui info), in cui viene raccontata una "micro-storia" (che potete leggere integralmente qui a fondo post): è una simbolica sintesi di quella che è stata finora l'evoluzione del progetto "OCULUS", gli occhiali speciali che consentono non solo di vedere, ma letteralmente di ENTRARE, IMMERGERSI a 360° in un altro mondo, in una realtà virtuale decisa, voluta, creata da altri esseri umani (se non da noi stessi). Da questa evoluzione si arriva poi ad un'ipotesi, un'idea di cosa potrebbe offrire Apple se decidesse di produrre la "propria versione" degli Oculus, per specifici ambiti: quello della comunicazione e quello artistico/culturale.
Dal progetto indipendente del team che ha creato il primo prototipo di Oculus Rift, e di cui per ora si può solo acquistare la seconda beta (DK 2) iscrivendosi al relativo portale come sviluppatori (per un costo di circa 400 euro), il percorso ha avuto più ramificazioni: da una parte Facebook ha deciso di finanziare parte del progetto, per cui ci si aspetta prima o poi una versione "social" di questi magici occhiali, che consenta ad esempio di entrare nella rete dei propri contatti Facebook di qualsiasi parte del mondo e ritrovarsi tutti insieme un po' come al bar (sebbene virtuale), e dall'altra Samsung ha pensato bene di comprarsi una grossa fetta di questa appetitosa torta, da cui ha già ottenuto una versione "mobile" e compatta di questi occhiali, anche se meno performante, perché da usare inserendo direttamente gli smarphone Android all'interno della "maschera" da indossare (quindi orientata quasi esclusivamente verso scopi ludici, per vedere più da vicino il proprio gioco preferito: tale versione è già stata lanciata con il brand Samsung ( Gear VR) a 199 dollari, ma è prevista successivamente, tra Novembre e Dicembre, l'uscita della versione "completa" dei nuovi Oculus (non "mobili" poiché da usare abbinati al computer) che potrebbe avere un prezzo che si aggira introno ai 900/1000 euro.
In tutto questo, da quando Samsung si è inserita in questo progetto, è stato improvvisamente INTERROTTO LO SVILUPPO DEL SOFTWARE PER L'UTILIZZO SU MAC di questo dispositivo. Dalla scorsa estate infatti era finalmente possibile utilizzare gli Oculus su Mac, essendo stata rilasciata l'apposita versione OS X dei driver di installazione, compatibile con i DK 2: la Apple aveva anche iniziato ad investire risorse per lo sviluppo di piattaforme virtuali di cui fruire tramite gli Oculus, prevalentemente orientate alla cultura e alla comunicazione, anziché al semplice videogioco. Era anche alla ricerca di risorse umane, specialisti in questo settore. Improvvisamente però è stata annunciata l'interruzione dello sviluppo di versioni compatibili con il sistema operativo Apple, da parte di Oculus Rift. E per "improvvisamente" intendiamo "nel momento in cui è entrata in gioco Samsung".
Ma sappiamo bene che quando Apple si interessa a qualche nuovo settore tecnologico, non si fa certo frenare da qualche competitori che si mette per traverso. Pertanto, ci siamo divertiti a ipotizzare che soluzione potrebbe offrire Apple se proponesse qualcosa di alternativo ai primi Oculus, così come è stato per il proprio smart-watch, l'Apple Watch, uscito un po' di tempo dopo l'arrivo dei primi "orologi intelligenti": uno strumento che sì, rientra in quella categoria già nata, ma offre un'esperienza completamente diversa, non confrontabile con i prodotti dei competitor.
Quello che immaginiamo è un prodotto sicuramente più leggero e compatto, meno "spiacevole" da indossare, ma soprattutto uno strumento che renda possibili esperienze diverse da quanto finora sperimentato nella realtà virtuale. Non un semplice sguardo su mondi alternativi, ma un viaggio completo, un'esperienza e una percezione diretta di tutto ciò che li compone, persone comprese, persone reali che magari si trovano in quel momento dall'altra parte del mondo ma in compagnia delle quali possiamo ad esempio andare a visitare il Louvre, o la National Gallery di Londra, o assistere ad una rappresentazione teatrale.
D'altronde dalla "seconda vita" di Apple (vale a dire dal ritorno di Steve Jobs come CEO nel 1997) è sempre stato obiettivo di Apple quello di far incontrare le tecnologie innovative con la Cultura e l'Arte, nel senso più "tradizionale" del termine.
Ipotizziamo inoltre che per rendere l'esperienza della comunicazione con i nostri amici lontani, più diretta e verosimile possibile, possa venirci aiuto un'altra tecnologia indossabile: quella di Apple Watch, che già adesso riesce a farci sentire in tempo reale sul nostro polso il "tocco" delle dita di qualunque nostro amico decida di chiamarci così, dunque ci aspettiamo che in futuro riesca a farci sentire davvero vicino alle persone a cui teniamo di più, oltrepassando ogni distanza!
Abbiamo perfino immaginato il nome di questo sistema, giocando con l'assonanza con i nomi dei prodotti Apple più popolari come iPhone, iPad, iPod; abbiamo chiamato questo concept "Eye Apple".
Che ne pensate di questa "folle" idea? E degli OCULUS veri e propri? E dell'"esclusione" dello sviluppo per piattaforma OS X?
Ditecelo nei commenti qui a fondo post, che ci interessa!
Se volete vedere una nostra prima esperienza con gli Oculus su Mac, ne abbiamo fatto un video che potete trovare nel post a questo link (click qui).
Nel frattempo vi lasciamo con questa bellissima tavola, che vi racconta in sintesi l'affascinante storia degli Oculus:


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