iPhonteiana HORROR, ovvero: incontri ravvicinati di "stranissimo" tipo

Proseguiamo il nostro viaggio tra i racconti di quanto accade (REALMENTE, MANO SUL FUOCO) lavorando presso la nostra Associazione Culturale AppleCaffe.net, a contatto non solo con utenti Apple (più o meno esperti) a cui forniamo formazione e supporto tecnologico, ma anche con passanti e curiosi di vario genere...

Stavolta il racconto è in puro stile horror e aggiungiamo, per vostra conoscenza, che il fatto è accaduto più di una volta!


Eccolo qui di seguito... Buona lettura!!

E' quasi ora di cena, fuori è buio da un pezzo...
- Ok, ce la farò a finire il video prima di andare via... Cioè, ce la devo fare, ad ogni costo... I minuti scappano via che è una bellezza, le gocce di sudore non sono più così timide, gli occhi saltano continuamente dalla timeline all'orologio, e viceversa. Non è una questione di vita o di morte, ovvio, però il lavoro è importante e gli obiettivi e le scadenze vanno rispettati. Insomma, sei concentrato, anzi, per essere più precisi, ti trovi in quella zona di confine tra concentrazione e ansia. L'effetto non ti convince ma non trovi di meglio, le transizioni ti lasciano un po' così, forse i tagli andavano fatti diversamente... Mille dubbi, incertezze...
Ed ecco l'apparizione orrenda.
La vedi un po' sfocata, sta dietro il vetro, gesticola, si sta indubbiamente rivolgendo a te. Cerchi di capire meglio. Si muove in modo scomposto e nervoso, con i palmi delle mani si appoggia alla porta, spinge, cerca di entrare, spinge più forte e intanto ricomincia a gesticolare, indicando qualcosa ma non sai bene cosa, perché indica in più direzioni e il nervosismo che le sta montando sempre di più non l'aiuta.
È confusa, il volto, schiacciato sul vetro, si sta trasformando in una maschera di angoscia. Ormai è tutto appannato, ci sono numerose strisce di saliva, le labbra sono deformate, si vede chiaramente l'interno della bocca con tutte le piccole vene violacee, si vedono le gengive.
È come se una forza immonda, tipo Godzilla, schiacciasse la povera malcapitata sul vetro.
A questo punto il tuo sbigottimento si trasforma in sincera preoccupazione, se non in vero panico. Sta succedendo qualcosa di grave, di molto grave davanti ai tuoi occhi.
Lasci perdere Final Cut e corri ad aprire. Hai il cuore in gola e vuoi che la sofferenza di quella persona finisca il prima possibile. Vuoi capire quale forza maligna o quale terribile causa si celi dietro il suo strazio.

La signora entra con una violenza incredibile, ti travolge, senti lo spostamento d'aria, il risucchio, senti la vibrazione prodotta dalla pressione che l'ha spinta dentro.

Il suo volto ora sembra distendersi. E si distende anche il braccio, a indicare qualcosa che non avresti mai immaginato. Le sue parole ti lasciano di stucco e senti un mondo crollare dentro di te.
Scusi, ma quello è un aspirapolvere?
Sì, signora.
Ah, grazie.
E se ne va.
E tu rimani in piedi a fissare le tracce di saliva sul vetro. Che non puoi pulire con l'aspirapolvere.








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