Vaporware e altri fantasmi....

La saggezza popolare può insegnare molto anche quando sostiene che la vita è bella perchè è varia....Basta sbirciare, di tanto in tanto nelle fiere del mondo IT o nelle varie discussioni presenti in rete per averne conferma. Sempre più spesso appaiono personaggi, prodotti o altre cose strane e non si capisce bene perchè non sono scomparsi dalla scena planetaria o almeno da quella IT....

Di solito promettono mirabilia ma non dicono quando quelle promesse potranno essere verificate...
I fantasmi, più o meno metaforici, sono entità della cultura popolare di cui si dice, si parla e si discute. Quasi nessuno li ha visti anche se talvolta, pare, possono essere evocati se si possiedono le capacità del tipo adatto, qualunque esse siano. Nel mondo IT c'è la loro versione digitale. Usualmente non li si nomina mai esplicitamente e si allude a loro quando si racconta qualcosa in maniera troppo entusiastica perche sia qualcosa di vero.
La presentazione di solito avviene tenendo il nuovo prodotto discretamente lontano da occhi informati e da domande imbarazzanti; quando si lascia avvicinare il pubblico a nessuno o quasi viene permesso di usarlo compiutamente adducendo come scusa che è un demo, la versione dimostrativa portata apposta per quella fiera. Il prodotto reale verrà messo in commercio di lì a poco, un eufemismo per indicare una quantità indefinita di tempo...Si aspetta un po' e quando il pubblico della rete smette di parlarne viene fatto sparire aggiungendolo a quell'elenco di prodotti presentati al pubblico e mai al mercato noto con il nome di vaporware o altri molto dal significato analogo.
Se si desidera avere qualche esempio di questa entità basta guardare in campo Microsoft; gli ultimi vaporware di cui s'è parlato spacciandoli per prodotti prossimi ad uscire sul mercato, sono stati hololens e holodesktop, due progetti il cui scopo era dare l'illusione all'utente di interagire con il suo ambiente attraverso ologrammi o altre cose simili.
A quanto sembra, però....Quei due prodotti sono confinati nei laboratori perchè non scappi e si sappia che l'interazione reale possiamo scordarcela per parecchio tempo ancora....
Forse, si mormora in rete, farà la fine di Kinect e di altre applicazioni simili che sono state mostrate al pubblico e poi fatti sparire, prima che il pubblico capisse cosa erano e a che cosa potevano servirgli....
Anche Google hai suoi scheletri nell'armadio....La sua parte di vaporware è costituita da software che vanno, vengono fatte usare e poi spariscono o vengono fuse con altri software. Poi c'è l'hardware, Motorola ne è un esempio: è stata ripulita, svaligiata dei suoi brevetti e poi passata a Lenovo; appena ha cambiato proprietà è tornata a fiorire...Un altro esempio? I Google Glass....Promettevano mirabilia ma hanno ottenuto solo due cose: dei grandi mal di testa per chi insisteva ad usarli per le sue ragioni e il divieto del loro uso in quei posti in cui potevano essere usati fruttosamente.
Ora pare sia tornato nei laboratori per essere riprogettato...
Apple non è da meno....Qaulche anno fa si parlava di un telecomando a forma di anello, l'iRing esattamente come adesso si parla del'iPad Super e dell'MBAir da 12 pollici....Qualunque scusa era buona per parlarne. Ora nessuno ne sa più nulla. Qualcosa è andato storto e di quell'anello non rimane neppure il ricordo. Non vorrei che succedesse la stessa cosa anche per gli altri due prodotti, dati oramai per imminenti.......
Non dimenticamo la variante umana del vaporware, il wetware fantasma, l'eufemismo tecnologico per indicare le corbellerie fatte dal genere umano quando viene a contatto con qualcosa di digitale o legato al web. In genere, la reazione di molti rasenta il subumano e appaiono figure che la letteratura web ha codificato in curiosi ruoli.
La classificazione di solito si basa, nel migliore dei casi, sulle quantità progressive di pulsioni autodistruttive di buffi personaggi pieni di frustrazioni o problemi che neppure una mandria di psichiatri riuscirebbe a risolvere, anche avendo l'eternità a disposizione.
In genere costoro riversano il loro livore nei confronti dell'universo solo perche si rendono conto di non essere in grado di fare cose che ad altri riescono spontanee e naturali.....
Dall'altra parte c'è il mondo dei social network e dei 5 teoremi di Rudy Bandiera in cui l'autore fa qualche cenno, a modo suo, all'etologia dei social network.
Ai quei 5 teoremi io aggiungerei interventi fatti  con un briciolo di umorismo e di autoironia maggiori di quanto si vede in giro ma non di più....Il rischio di non essere compresi o di ritrovarsi in situazioni imbarazzanti e difficili da gestire è troppo grande.
Poi ci sarebbero pure le guerre fra bande di fanboy di questo o quell'altro produttore, le Religion Wars di Rudy Bandiera....Ma forse è meglio che ci fermiamo qui....

Alla prossima chiacchierata.

N.B: l'immagine di testa è stata presa dalla bacheca di Julia Gomes, una frequentatrice di Google plus.

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