iPhone 6: la sua velocità nel multi-tasking batte quella dei suoi competitor Android

I soliti detrattori di Apple hanno subito criticato i nuovi iPhone, per partito preso, dicendo che il processore A8, equipaggiato da un chip di 1 GB, e' di gran lunga superato in potenza dai vari modelli Android che arrivano anche al doppio (sulla carta) del GB. Eppure, con svariati test pratici, e' stato ampiamente dimostrato che la velocita' degli iPhone 6, batte quella dei suoi vari competitor Android, specie nelle attività più impegnative che richiedono il passaggio da un'applicazione all'altra con l'uso del multi-tasking.
Ah, e per chi in questo momento e' pronto a dire che siamo di parte, sappiate che la fonte di questo test (che potete seguire nel video che vi alleghiamo qui a seguire) e' CULT-OF-ANDROID.
Fatevi un'idea...
Buona Visione!


CONVERSATION

2 commenti:

  1. Il multitasking dell'iPhone mi sembra funzioni diversamente: praticamente quando apri un'app e ne vuoi aprire un'altra, l'altra app si iberna e non lavora. Per questo l'iPhone è sempre fluido, perchè la memoria RAM è sempre libera e non ha bisogno di RAM e CPU molto elevate.

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    1. Il multitasking dell'iPhone funziona MOLTO diversamente. In breve, la app al caricamento mostra uno snapshot statico che maschera i tempi di accesso alla nand; al momento dello switch, il sistema verifica se è una app di sistema (e la manda in VERO multitasking assegnandole ramspace a privilegio elevato) altrimenti la iberna e apre i socket di ascolto, mettendola in "coda". Riassumendo:
      1) la app viene ibernata, in particolari condizioni le vengono assegnati dieci minuti di esecuzione per terminare quello che sta facendo e a patto che il numero di thread attivi non abbia raggiunto il limite
      2) può, attraverso le api di sistema, entrare in una lista di attesa per richiedere aggiornamenti, ad esempio Twitter o Facebook, oppure una app meteo, ma NON PUÒ essere attiva. Arrivato il suo turno, il sistema preleva i dati e li passa alla app, che tuttavia non li processa (vengono solo scritti in ROM/ram)
      3) se viene aperta una app a privilegi maggiori, o valutata come preferita dal sistema, la ram della app ibernata viene indicata come disponibile e la stessa chiusa sommariamente
      4) allo switch, di nuovo viene mostrato uno snap mentre l'applicazione ricarica

      Sono le note caratteristiche della filosofia Apple, forma prima che fubzione: iOS non è mai stato un sistema operativo, solo una vetrina di app con espedienti vari per garantire la ux tipica di Apple. Android alla fine della fiera è Linux, ergo il suo sistema di multitasking vero e proprio (funzione prima che forma). Le app girano tutte insieme, in userspace, finché la ram non finisce: i task in esecuzione vengono portati a termine e infine l'app chiusa. Infine, nessuno dei device usa ART, ma il solito compilatore jit (dalvik).

      Riassunto: sono due filosofie e due OS estremamente differenti, ma che i vari fan Apple non si montassero la testa: se iOS venisse riscritto per diventare un vero OS, come Android o le varie menate Microsoft, i loro preziosi iPhone a 64 bit andrebbero veloci come una tartaruga.
      Chi vuole la forma sceglie Apple (e non diciamoci fesserie, al 90% un iPhone viene usato come accessorio moda), chi vuole la funzione sceglie Android o Windows. Io ho scelto la funzione, nessuna lamentela sul mio Nexus 4 😀

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